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REGGIO CALABRIA: ANNO GIUDIZIARIO, INIZIO TRA POLEMICHE

Anno Giudiziario, Reggio CalabriaCon una solenne cerimonia, si è aperto l'anno giudiziario anche a Reggio Calabria, tra momenti di soddisfazione ma anche di preoccupazione. Il discorso inaugurale del presidente f.f. della Corte d'Appello Bruno Finocchiaro ha posto l'attenzione sul gran lavoro svolto nel corso del 2011 nella lotta alla 'ndrangheta, piaga che coinvolge il 27% della popolazione.

Le tante operazioni portate a termine dalla procura reggina sono la testimonianza di questo risultato, suffragato anche dai dati che chiariscono come all'aumento del flusso dei processi è corrisposto un aumento di produttività del Tribunale. Il presidente ha però rimarcato anche l'impressionante scopertura di organico, che rende più arduo il raggiungimento di determinati obiettivi. «La Giustizia si trova a dover fronteggiare enormi carichi di lavoro con personale esiguo - ha spiegato Rodolfo Palermo, Presidente della Sezione Civile del Tribunale di Reggio Calabria, ai microfoni di Justice Tv -. Mi occupo della giustizia civile e non dispongo di un adeguato numero di cancellieri per supportarmi nella preparazione e la gestione delle udienze e in tutti gli adempimenti successivi». Dello stesso avviso è Luciano Gerardis, Presidente del Tribunale di Reggio Calabria. «Purtroppo siamo abituati ad agire in carenza di risorse - ha affermato -. Qui abbiamo avuto una scopertura del personale di magistratura del 35% e continuiamo a convivere con una struttura amministrativa inadeguata ai bisogni giornalieri del Tribunale. Se avessimo le risorse -prosegue - potremmo dare delle risposte e dei risultati di gran lunga migliori rispetto a quelli odierni, già molto importanti. Come ovviamo al problema? Stiamo cercando di ottenere, attraverso convenzioni con gli enti territoriali, personale precario che tappi le falle nelle cancellerie» La nota polemica della giornata è riservata agli avvocati, rappresentati da Alberto Panuccio,  Presidente Consiglio dell'Ordine reggino, che dopo aver esposto i motivi della protesta dei legali, ha abbandonato l'aula con gli altri colleghi presenti alla cerimonia. «Esiste una legge professionale, giacente in Parlamento, già approvata dal Senato che, se ratificata, eviterebbe gli interventi tampone che sono disorganici e improvvisi- ha chiarito l'avvocato reggino-. Noi legali riteniamo che sia prevalente il tentativo di tutelare interessi economici forti senza la corrispondente attenzione ai diritti dei cittadini».

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