CATANIA: DIA, DETTAGLI SEQUESTRO BENI ESPONENTI CLAN
- Dettagli
- Categoria: News
- Pubblicato Martedì, 21 Febbraio 2012 17: :22
E’ cinque milioni di euro il valore stimato dagli investigatori della Direzione investigativa antimafia di Catania dei beni sequestrati a due presunti esponenti della cosca Pillera-Cappello: Antonio Strano Stellario, di 58 anni, e Salvatore Rapisarda, di 65. Le indagini della Dia si sono basate sulle analisi dei flussi finanziari dei due indagati ed è stata scoperta una evidente anomalia tra i movimenti nei conto correnti bancari e quanto dichiarato e posseduto.
Il decreto, che è stato emesso dal Tribunale di Catania, concerne tre imprese edili: la Rapisarda costruzioni, la Edilia costruzioni e la Tecnocem. Il capitale sociale delle società oggetto del sequestro, secondo quanto accertato, sarebbe stato in maniera fittizia intestato ad alcuni congiunti e familiari. Gli uomini della Dia hanno posto i sigilli anche a 12 immobili, 8 appartenenti al patrimonio delle aziende e 4 di proprietà personale, 21 conti bancari e diverse automobili. L’esito di questa operazione è il risultato di una delicata attività d’intelligence finanziaria così come spiega il Tenente Colonello Giocchino Piccione (nella foto) della Dia di Catania. “Questo sequestro” dichiara ai microfoni di Justice Tg “ due soggetti appartenenti ad una cosca catanese, uno Antonino Strano Stellario, che attualmente sta scontando una condanna a 13 anni in carcere e Salvatore Rapisarda che è stato già detenuto per tre anni. L’operazione di sequestro scaturisce” spiega l’investigatore “da una attenta analisi dei flussi finanziari, che il Centro Operativo della Dia di Catania pone in essere costantemente, che ha permesso di accertare movimenti finanziari sospetti verso società i cui amministratori era parenti dello Strano Stellario o del Rapisarda. A seguito dell’analisi finanziaria sospetta” continua Piccione “si è proceduto a fare una sperequazione dei redditi dichiarati e dei beni posseduti dai due indagati e questo ha portato” dichiara, infine, l’esponente della Dia “il Tribunale di Catania ad emettere il decreto di sequestro”.