TAR CAMPANIA: FARMACIE, GIUSTE LIMITAZIONI REGIONE
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- Pubblicato Martedì, 21 Febbraio 2012 17: :32
Le farmacie campane devono attenersi alle limitazioni stabilite dalla Regione. Lo ha deciso il Tribunale amministrativo per la Campania con la pronuncia 4832/2012, valutando positivamente le regole sulle turnazioni imposte dalla legge regionale 10/2011.
La disposizione era stata impugnata di fronte al Tar da un farmacista campano contro l'Ordine dei farmacisti della Provincia di Caserta e il Comune di Aversa. Il professionista chiedeva l'esercizio volontario permanente del servizio notturno a partire dal 2011. Negatagli questa possibilità, l'uomo ha deciso di rivolgersi ai giudici amministrativi, i quali, tuttavia, hanno respinto la richiesta e confermato la validità delle limitazioni previste per legge.
“Le misure restrittive normativamente imposte, appaiono le uniche in grado di continuare ad assicurare una concorrenza diffusa su tutto il territorio, a vantaggio e non a detrimento dell'utenza”, ha motivato il Tar della Campania.
Il Tribunale, infatti, ha evidenziato che lo scopo principale di queste norme risiede “nella volontà di garantire un servizio che sia continuo e diffuso sul territorio”. Proprio la distribuzione degli esercizi sul territorio, secondo i giudici, potrebbe risultare compromessa dal mancato rispetto degli orari e dei turni stabiliti dalla legge regionale. Una delle conseguenze, stando alla pronuncia, potrebbe essere la possibile scomparsa delle piccole farmacie in favore dei grandi locali commerciali. È necessario, dunque, per il Tar, limitare “le potenzialità temporali di apertura al pubblico dei grandi magazzini farmaceutici” ed ecco che le misure impugnate appaiono quindi necessarie.
Il farmacista sollevava anche la questione di legittimità costituzionale della legge regionale 4832, ma anche questa tesi è stata smontata dal Tribunale amministrativo. “La legislazione che disciplina il servizio farmaceutico – secondo i giudici campani - non può essere valutata alla stregua di una comune legge che disciplini il libero commercio”.