PALERMO: SEVERINO, CERTIFICATO ANTIMAFIA "NON E' TABU' "
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- Pubblicato Mercoledì, 22 Febbraio 2012 11: :03
"L'incontro che si è tenuto a Palermo, presso la facoltà di Giurisprudenza dell'ateneo, tra operatori del diritto e magistrati è stata l'occasione per affrontare i temi caldi di questi giorni.
Complice, la partecipazione del ministro della Giustizia, Paola Severino, il confronto tra professori e i procuratori di Milano, Torino, Roma, Messina, Caltanissetta e Palermo è diventato un modo per fare il punto in più di un tema spinoso. Il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso ha sollecitato l'attenzione soprattutto sul tema dei tempi lunghi della documentazione antimafia per le imprese. Da qui la proposta di individuare soluzioni più rapide, superando la certificazione antimafia, e forse, un tabù. L'obiettivo, agevolare l'attività imprenditoriale, liberandola dalle pastoie burocratiche. Il superprocuratore rilancia la proposta di abolire il certificato antimafia e sostituirlo con una white list delle imprese virtuose, di imprese che garantiscano la legalità per stare sul mercato.
"La mia proposta - ha detto Grasso ai microfoni di Justice TV - è superare quello che è un tabù difficilmente superabile, e cioè della documentazione antimafia: tutta una serie di certificazioni e controlli che fanno perdere tempo, che bloccano l'attività dell'impresa in un momento in cui c'è crisi e l'impresa ha bisogno di lavorare e non di essere frenata sotto il profilo amministrativo. Quindi, pensare a una white list, una lista virtuosa, un marchio di qualità dell'impresa che però deve garantire e accettare il rischio e la responsabilità di determinate garanzie: massima trasparenza - sul capitale, sulle società, sul personale - possibilità di tracciabilità su acquisti e spese, elenco clienti e fornitori, rispetto delle leggi sull'ambiente per i rifiuti, deve dichiarare di non subire estorsioni e semmai denunciare eventuali tentativi di estorsione. Naturalmente l'elenco è pubblico, chiunque può verificare se effettivamente quelle cose che deve avere ce le ha e se dovesse verificarsi che uno dei requisiti non c'è, verrebbe tolta dalla lista e perderebbe tutti i vantaggi".Proposta, quella del procuratore Grasso, che trova subito il consenso del ministro: "Il certificato antimafia - ha detto - non deve essere un tabù, perché tutto ciò che può contribuire a creare una cultura di impresa etica e a selezionare le imprese che hanno questa cultura, va benissimo, quello che conta è la sostanza, non è la forma. E aggiunge: "So che c'è un progetto politico anche da questo punto di vista - il progetto non è mio però io lo sosterrei molto volentieri - di rating delle imprese, rating delle imprese virtuose, una proposta estremamente seria che riguarda non soltanto le imprese che rifiutano di pagare il loro terribile tributo alla mafia, ma anche le imprese che si dotino di modelli di organizzazione idonei a prevenire ed evitare il reato". Ma da Palermo il Guardasigilli risponde anche alle polemiche di questi giorni sui ritardi dell'azione del governo in materia di corruzione, e spiega: "V iviamo un momento di ingorgo istituzionale: in conversione ci sono due decreti, semplificazioni e liberalizzazioni, non appena si concluderanno il mio principale impegno sarà quello di intervenire sulle norme anti-corruzione".