Poste Italiane: un’emissione da 750 milioni di euro andata a ruba, che punta a diversificare le fonti di finanziamento, attrarre nuovi investitori europei e consolidare il ruolo del gruppo.
Quando si parla di bond, oppure di un’obbligazione, si parla di un titolo con cui uno Stato, una banca o una società chiede denaro in prestito agli investitori. Allo stesso tempo si promette di restituirli entro una precisa data di scadenza.

Nel frattempo, si paga una cedola, che equivale all’interesse. Concretamente, un bond viene solitamente utilizzato per diversificare le fonti di raccolta, rifinanziare un debito oppure finanziare nuove iniziative. Chi investe deve prestare molta attenzione al rating dell’obbligazione, ovvero il giudizio che le agenzie specializzate danno al livello di rischio del titolo.
Negli ultimi giorni Poste italiane ha emesso un bond. Tecnicamente si tratta di un’obbligazione senior unsecured. Ossia: in caso di problemi i senior saranno i primi creditori ad essere rimborsati e non ci sono garanzie reali come immobili o asset. L’importo dell’obbligazione è di 750 milioni di euro, la scadenza è a 5 anni (il 3 dicembre 2030) e la cedola è al 3% annuo.
L’iniziativa di Poste italiane rientra nel Programma euro medium term notes (Emtn)
E ancora: il prezzo di emissione è al 99,794% mentre il rendimento effettivo è al 3,045%. Il titolo è stato emesso sotto la pari, quindi a meno di 100, e la cedola è perciò leggermente inferiore al rendimento. L’iniziativa di Poste italiane rientra nel Programma euro medium term notes (Emtn), un’iniziativa da 2,5 miliardi.
Parliamo di una sorta di cassetto autorizzativo che permette all’azienda più emissioni nel corso del tempo riducendo le procedure burocratiche e cercando di sfruttare momenti favorevoli del mercato. Lo scopo di Poste italiane è triplice. Prima di tutto ha bisogno di avere liquidità fresca, poi deve ampliare la base di investitori attraendo capitali da Paesi come Austria, Francia e Germania.

Infine, l’azienda ha la necessità di diversificare le fonti di finanziamento e quindi non dipendere solo dalle banche, ma anche dai mercati. Il bond di Poste italiane ha già ricevuto richieste per oltre 3 volte i 750 milioni offerti con l’obbligazione. Ciò significa che gli investitori ritengono l’azienda affidabile e solida. L’ammontare delle richieste ha di fatto aumentato la reputazione creditizia di Poste, che potrà così pagare cedole non troppo elevate.
Per quanto riguarda i rating, tutte le agenzie hanno considerato “sicuro” l’investimento. Gli scorsi anni Poste italiane aveva emesso obbligazioni per rifinanziare i debiti, diversificare le fonti e sostenere il piano industriale. L’azienda si è così definitivamente trasformata in un grande player fintech, logistico e assicurativo.





