Il governo cambia strategia. Meno Irpef progressiva, più tasse fisse e flat tax per premiare il merito e il disagio lavorativo. Ecco come funzionerà il taglio.
Per comprendere ciò che sta accadendo in Italia, dobbiamo partire dalla base. L’Irpef è la principale tassa pagata da chiunque abbia un reddito nel nostro Paese, ovvero dipendenti, autonomi e pensionati.
In concreto, è la voce in busta paga più sostanziosa che trasforma lo stipendio lordo in netto. Si tratta di un’imposta progressiva che funziona a scaglioni. Più si guadagna, più è alta la percentuale che si paga alla parte eccedente.
L’applicazione dell’Irpef è rinnovata ogni anno dalla Legge di bilancio, la cosiddetta manovra, che il governo centrale propone e che deve essere approvata entro la fine dell’anno dal Parlamento. Ad occuparsi poi della riscossione direttamente in busta paga è l’Agenzia delle Entrate.
Oltre a questo, esistono anche delle addizionali Irpef che le Regioni e i Comuni possono applicare. Per la manovra 2026 si sta facendo un gran parlare di taglio dell’Irpef e di flat tax. Ma cosa significa e dove vuole andare a parare la politica?
Va chiarito che, a quanto pare, non ci sarà un vero e proprio taglio che abbasserà le aliquote per tutti. Bensì verranno presi dei “pezzi” specifici dello stipendio (come ad esempio gli aumenti, i premi, gli straordinari) e solo e solamente su queste voci si pagherà un’imposta bassa e fissa. La flat tax, appunto.
Il risultato è che complessivamente si pagheranno meno tasse, ma il motivo è che una parte del reddito verrà tassata molto poco. La strategia è insomma quella di non effettuare un taglio dell’Irpef a pioggia, ma verrà favorito chi produrrà risultati, chi farà turni scomodi, chi lavorerà di più. In questo modo il governo vuole sottrarre al Fisco circa 2 miliardi di euro per lasciarli nelle buste paga dei lavoratori. In base al testo in discussione in questi giorni in Parlamento ci sono quattro categorie di lavoratori che beneficeranno del taglio.
Prima di tutto i dipendenti del settore privato che riceveranno premi di produttività. Il premio verrà tassato in maniera minima: si parla dell’1% per i premi fino a 5mila euro. Verrà poi favorito chi opera su turni e chi lavora nel fine settimana. Fino a 1500 euro, verrà tassato del solo 15% l’extra guadagnato per il lavoro festivo o notturno. La flat tax scatterà poi per i dipendenti privati che riceveranno aumenti in base ai rinnovi dei Contratti collettivi nazionali. Infine, per i lavoratori del pubblico, è prevista una tassa sugli extra del 15% per un massimo di 800 euro.