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La serie televisiva Gomorra, che è stata diretta magistralmente da Stefano Sollima, è andata in onda in Italia nel 2014 per la prima volta. Si tratta di una fra le serie tv, come Faccia d’angelo e Romanzo criminale, tutte dirette a stimolare l’orgoglio italiano. Gomorra, appunto, esalta in ogni puntata la nostra tanto amata terra che dimostra la sua eccellenza in ogni campo della vita quotidiana, dalla bellezza dei territori, alla cucina, fino all’arte.

Si può dire che la serie Gomorra sia semplicemente ispirata al libro di Saviano, e al film di Garrone che porta lo stesso titolo; infatti di quest’ultimo, nella serie, rimangono soltanto i medesimi paesaggi di origine partenopea, le Vele del famoso quartiere Scampia di Napoli e Fuorigrotta.

Il modo di porsi, però, è differente e diretto soprattutto ad uno spettacolo puro, ricco di esplosioni, amori, tradimenti e molto altro. Il tutto è supportato da una eccelsa colonna sonora neomelodica. 

L’antieroe: quando tifiamo per l’immorale

Negli ultimi dieci anni il volto della serialità non è più lo stesso, le serie tv sono state in grado di creare qualcosa di nuovo in grado di tenere spettatori da tutto il mondo attaccati allo schermo.
La chiave del cambiamento risiede nella scelta di dare spazio a personaggi eclettici, complessi, dotati di una dimensione taciuta, definiti genericamente “antieroi”.
Essi sono diventati un buon espediente narrativo che rende possibile creare personaggi di un certo calibro dal punto di vista emotivo e caratteriale, senza dover seguire le leggi morali, permettendo di far coesistere in essi qualità positive e negative.
La domanda a questo punto sorge spontanea: perché ci piace tanto ciò che nella realtà quotidiana criticheremmo con severità? Quali meccanismi si nascondono dietro questa fascinazione?
L’antieroe affascina perché è buono e non allo stesso tempo e per questo motivo risulta imprevedibile e difficile da interpretare e il fatto che ci venga mostrato in tutte le sue sfaccettature ci permette di creare una certa complicità perché non vediamo mai tutto o bianco o nero, ma come una scala di grigi.
Psicologicamente è stato dimostrato che è la familiarità che ci spinge a simpatizzare per questi personaggi, soprattutto perché le serie tv, essendo delle lunghe narrazioni, spesso ci mostrano il background e la storia personale dei personaggi, finendo per spingere lo spettatore a giustificare il comportamento di questi, come se si finisse per conoscerlo e si smettesse di adottare uno sguardo critico in favore di un’interpretazione.

Gomorra: il cast

Il cast della serie tv Gomorra non vanta attori dai nomi troppo famosi ed anzi è fatto da un cast di interpreti quasi sconosciuti come ad esempio Marco D’Amore che presta il volto a Ciro, conosciuto come “l’Immortale”; oppure Fortunato Cerlino che interpreta il boss Pietro Savastano, che nonostante la loro poca esperienza, hanno coperto i loro ruoli in modo magistrale donandogli, anzi, una grande certa spontaneità durante la recitazione, al punto di renderla quasi neorealista.

Grazie al lavoro di Stefano Sollima che ha girato l’episodio pilota donandogli non solo un forte ritmo ma anche un grande senso dello spettacolo che riprende moltissime scene notturne nella splendida Napoli senza porsi limiti, il risultato della serie televisiva è stato qualcosa di eccezionale che mai ci si aspetterebbe da un prodotto diretto alla tv. La sua opera viene esaltata ancora di più nel momento in cui si mettono a paragone i suoi episodi con le puntate che sono state girate da altri, come ad esempio Francesca Comencini e Claudio Cupellini infatti, queste anche se ben fatte, ottengono un impatto meno coinvolgente ed interessante.

Nel complesso, però, si tratta di una serie tv eccezionale ed unica nel suo genere. 

I personaggi della serie

I personaggi della serie tv Gomorra si susseguono da Ciro, detto "l'Immortale", fino a Don Pietro, passando dalla scoperta di Genny e Salvatore Conte, in ognuno dei quali si distingue un lato umano con cui è facile per lo spettatore.
Si inizia lasciandosi interessare dal carismatico leader Don Pietro Savastano del cui gruppo fanno parte alcuni uomini d’onore a lui fedeli come Zecchinetta, Malammore e O’ Baroncino ma anche altri che sognano il potere come ad esempio Salvatore Conte che creerà al capo non pochi problemi.

Don Pietro, inoltre, vanta l’appoggio di una famiglia unita, a partire dalla moglie Imma Savastano che si dimostrerà spesso superiore al marito.

Ma la figura più emblematica è forse quella di Genny Savastano che subisce nel corso delle stagioni dei cambiamenti più o meno profondi attraversando un arco narrativo di eventi fatto di conflitti e crescite che alla fine portano alla semplice sopravvivenza.
Il personaggio si trova a combattere contro un trauma ad ogni stagione finendo per tirare fuori una caratteristica assente fino al momento prima, incarnando quella che è una metafora dell’umano: continua a vivere colui che è capace di adattarsi riuscendo a trovare una via di uscita nelle difficoltà, prosperando a dispetto di tutto e tutti.
La sua capacità di incassare ogni colpo e adattarsi finisce per renderlo il personaggio più iconico perché in grado di seguire i cambiamenti che caratterizzano la storia.
Gennaro ha un unico punto di riferimento: Ciro, destinato a rimanere tale nel corso delle stagioni mentre tutto il resto muta e lo rende sempre più uomo, come la permanenza in Honduras che qui rappresenta la realtà con cui occorre fare i conti.

Trailer della prima stagione

Link per guardarlo in streaming su PC, Tablet, Smartphone e/o su Smart TV

Quindi, si tratta decisamente di una serie da non perdere, una fiction che vi catapulterà in un mondo dove vorrete essere voi i protagonisti e dove potrete fare e dire qualsiasi cosa; se volete acquistarne la visione in streaming in alta definizione, potete visitare:

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